February 1, 2012
Nonostante la EMI Music faccia parte della RIIA- Recording Industry Association of America- uno dei più agguerriti sostenitori dei rigorosi progetti di legge americani a tutela del copyright, SOPA e PIPA, causa, peraltro, dei recenti scioperi dell’enciclopedia digitale Wikipedia, il suo vicepresidente, Craig Davis, ha mostrato alcune osservazioni molto ragionevoli sul controverso programma americano anti-pirateria, affermando che “il metodo che si sta utilizzando non è corretto.”
Davis ammette che la pirateria sia un grave problema, ma comprende anche che il nocciolo è nelle attuali difficoltà di distribuzione. La questione non è economica e come tale non può essere risolta attraverso una dura lotta legislativa, bensì attraverso l’innovazione. “Credo che una persona dovrebbe essere compensata per il proprio lavoro. Credo che la pirateria sia un grosso problema, e cose come Spotify potranno essere d’ausilio nella lotta contro questo problema “, ha detto.
Il Vicepresidente Davis, si trova d’accordo con le recenti osservazioni di Gabel Newell (Logan Gabe Newell è il co-fondatore e direttore dell’area di sviluppo dei videogiochi e della linea di distribuzione dell’azienda Valve Corporation), il quale ha recentemente dichiarato che la pirateria è un problema di semplificazione delle forme di distribuzione musicale che i consumatori necessariamente richiedono “Una volta che avremmo dato alla gente ciò che vuole nelle forme migliori” dice Newell, “tale problema scomparirà”.
Davis, d’altro canto, critica anche i sistemi di DRM, manifestando la necessità di rivedere la tecnologia legata agli stessi sistemi.
Le sue osservazioni partono da una punto fondamentale, ovvero, che le persone sono felici di pagare fino a quando non ottengono quello che vogliono. La gente, dice Davis, è disposta a pagare centinaia di milioni di dollari per l’accesso a contenuti premium, a file-hosting di siti, spesso per scaricare legalmente un contenuto che non è disponibile a tutti. “Negli ultimi anni l’industria musicale ha aumentato il suo fatturato, rimuovendo DRM e lanciando servizi come Spotify” (si tratta di una biblioteca di musica digitale, registrandosi e scaricando il programma sul PC su IPhone ecc, è possibile ascoltare, condividere e scambiare musica ovunque). “Ma l’industria cinematografica è in ritardo, soprattutto all’estero”.
Secondo il Vice di EMI Music, dure leggi anti-pirateria e blocco dei siti web a causa del file-sharing non sono utili a cambiare la mancata percezione di ciò che il pubblico vuole e ciò che invece il settore offre. Occorre migliorare la disponibilità, la qualità e la distribuzione del servizio e questo ribadisce Davis può avere un impatto molto più grande rispetto a norme repressive.
http://torrentfreak.com/emi-boss-opposes-sopa-says-piracy-is-a-service-issue-120125/
Annalisa Spedicato